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È
un programma per l'analisi di stabilità dei fronti rocciosi
e per il dimensionamento delle opere di sostegno necessarie alla
stabilizzazione delle pareti.
La
caratteristica principale del programma ROCK3D è di considerare
oltre alla giacitura anche la posizione reale delle discontinuità
sul fronte, e quindi di identificare la geometria effettiva dei
blocchi di roccia che possono distaccarsi dal fronte.
ROCK3D
costituisce quindi una notevole evoluzione delle metodologie tradizionali
che, vedendo i giunti come piani liberi di traslare parallelamente
a se stessi, permettono esclusivamente l'analisi dei tetraedri massimi
rispetto all'altezza del gradone in esame.
Il
programma è stato progettato per offrire la massima flessibilità
ed è in grado di operare su fronti piani comunque disposti,
quali versanti (anche a strapiombo), gradoni di cava o tetti di
cavità sotterranee.
L'acquisizione
dei dati viene effettuata introducendo in apposite tabelle la giacitura
delle discontinuità e le coordinate cartesiane degli estremi
delle tracce da esse prodotte intersecando il fronte, misurate a
partire da un'origine arbitraria definita dall'operatore. Devono
inoltre essere inserite la giacitura e le dimensioni del fronte
e le caratteristiche geomeccaniche della massa rocciosa.
L'elaborazione
si sviluppa attraverso quattro fasi: cluster analysis, analisi dei
cinematismi, ricostruzione geometrica dei blocchi, verifica di stabilità.
La
cluster analysis, cioè il riconoscimento delle famiglie principali
di discontinuità, viene effettuata mediante procedure di
clustering gerarchico derivate dall'analisi multivariata, applicate
però ad uno spazio bidimensionale sferico anziché
al classico spazio n-dimensionale cartesiano.
Tramite
il clustering gerarchico si costruisce una struttura ad albero che,
a partire da un gran numero di cluster contenenti ciascuno un'unica
giacitura, porta ad ottenere, attraverso l'aggregazione successiva
delle coppie di cluster più vicini, un unico grande cluster
contenente tutte le discontinuità.
La scansione del risultante "albero di aggregazioni" viene
effettuata utilizzando un'apposita procedura grafica interattiva,
grazie alla quale l'operatore può identificare il livello
di aggregazione ottimale sia in termini di numero sia di dimensione
dei cluster ottenuti.
La
successiva fase di analisi dei cinematismi utilizza la Key Block
Theory di Goodman e Shi per identificare le piramidi di giunti indefinite
che in presenza di un determinato fronte possono formare piramidi
finite potenzialmente instabili.
Per il cinematismo selezionato, il programma determina i massimi
contorni chiusi, anche non connessi tra loro, formati da discontinuità
le cui tracce s'intersecano e le cui giaciture sono compatibili
con il cinematismo in esame. L'elaborazione deve poi essere ripetuta
per ciascun cinematismo al fine di valutare le condizioni d'instabilità
più gravose.
Un'interessante
caratteristica del programma ROCK3D è la possibilità
di generare a questo punto una mappa di discontinuità posizionate
sul fronte in modo pseudocasuale rispettando però la distribuzione
statistica delle frequenze e delle persistenze misurate sul versante
naturale.
In tal modo è possibile utilizzare un rilievo eseguito su
una porzione limitata di fronte per prevedere il comportamento dell'intero
versante o per progettare interventi sistematici di stabilizzazione
di fronti ottenuti dalla riprofilatura del versante.
La
fase successiva dell'elaborazione è indirizzata alla completa
ricostruzione geometrica dei blocchi complessi. Il programma determina
i solidi derivati dall'unione di tutte le piramidi elementari compatibili
con il cinematismo in esame contenute entro i contorni chiusi identificati
nella fase precedente.
Di
ciascun blocco complesso sono quindi calcolati i volumi e le superfici
delle facce. Grazie alla conoscenza di questi valori il programma
ha la possibilità di determinare i fattori di sicurezza dei
blocchi tenendo conto non solo del coefficiente di attrito lungo
i giunti ma anche dell'eventuale componente coesiva della resistenza
a taglio.
L'elaborazione
si conclude con il calcolo, ripetuto per ciascuno dei blocchi complessi,
della tirantatura necessaria sia a portare il pendio in condizioni
di equilibrio limite sia al conseguimento delle condizioni di stabilità
richieste dall'operatore.
Gli
elaborati grafici prodotti comprendono: le proiezioni stereografiche
polari dei cluster in cui sono evidenziati i piani rappresentativi
delle famiglie di discontinuità con le relative ciclografiche,
le proiezioni delle piramidi di giunti e gli schemi dei cinematismi
di ciascuna di esse secondo la Key Block Theory, le mappe delle
tracce delle discontinuità su cui sono riportati i contorni
dei blocchi rimovibili ed infine le proiezioni, prospettiche od
assonometriche, dei blocchi di roccia complessi. Sono presenti nuove
opzioni per colorare e ombreggiare i blocchi di roccia, rendendo
così molto più semplice la comprensione dell'elaborato,
ed è inoltre possibile stampare separatamente le viste sinistra
e destra dello stesso blocco così da poterlo vedere in tre
dimensioni usando un normale stereovisore.
Per ciascuna fase del calcolo sono inoltre redatte le tabelle riassuntive
dei risultati.
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